
Editore: Rizzoli
Genere: Horror
Data pubblicazione: 29 ottobre 2019
Narrazione: Terza persona
Finale: Conclusivo
Trama
In fondo a una strada sterrata, mezzo dimenticata nel cuore del Kansas, sorge la casa delle sorelle Finch. Per molti anni è rimasta vuota, abbandonata, soffocata dalle erbacce. Adesso la porta sta per essere riaperta. Ma qualcosa, o qualcuno, aspetta nel profondo delle sue ombre, e non vede l’ora di incontrare i suoi nuovi ospiti.
Quando Sam McGarver, autore di best seller horror, viene invitato a trascorrere la notte di Halloween in una delle case infestate dai fantasmi più famosa del mondo, accetta con riluttanza. Se non altro, non sarà solo: con lui ci saranno altri tre acclamati maestri del macabro, scrittori che come lui hanno contribuito a tracciare la mappa moderna di quel genere letterario. Ma quella che inizia come una trovata pubblicitaria si trasformerà in una vera e propria lotta per la sopravvivenza.
L’entità che hanno risvegliato li segue, li tormenta, li minaccia, fino a farli diventare parte della sanguinosa eredità di Kill Creek.
Parola di Strega
Avete letto le “7 cose che ci terrorizzano”?, se la risposta è sì, allora sapete che gli unici mostri di cui non voglio nemmeno sentir parlare sono gli insetti. Fantasmi? Sono i benvenuti. Vampiri e Licantropi? Basta che non mi distruggano casa a causa delle continue lotte. Fate e Driadi? Perfetto, si occuperanno delle piante sicuramente meglio di me. Sirene? Ho una vasca per loro, se si accontentano di usarla una alla volta. Insomma, penso abbiate capito che sono alla ricerca di emozioni forti, qualcosa che mi faccia venire i brividi, che mi costringa a chiudere il libro con il batticuore, ma se mi chiedeste se io abbia mai provato questo tipo di paura sarei costretta a rispondere di no.
<<Il sentimento più antico e profondo radicato nell’uomo è la paura dell’ignoto>>
“Kill Creeh” è uno di quei romanzi che vedi ovunque sia su social che in qualunque libreria, ma io sono quel tipo di persona che compra i libri, non perché sono famosi o per la bella copertina, ma solo e soltanto per la trama. Una casa infestata, visitatori ignari, misteri… cosa si potrebbe chiedere di più? Beh, tanto per cominciare, a parte qualche scena più cruenta verso la fine, il romanzo non mi ha fatto per niente paura. I personaggi sono abbastanza stereotipati: abbiamo Moore che ha sofferto tanto e che ora fa la dura e i cui libri sono un tripudio di violenza, Daniel che dopo essere salvato da bambino da un miracolo (a detta sua) è diventato devotissimo, Sebastian, un vecchio scrittore che teme di essere dimenticato e Sam, l’uomo divorato dal rimorso e da un grande segreto che crede che la sua vita stia andando a rotoli.
<<Tieniteli stretti i ricordi, Sam. Quelli buoni e quelli cattivi. Perché un giorno, prima di quanto immagini, li potrai perdere. Se ne andranno uno per volta. La cosa peggiore, quando accadrà, sarà per il ricordo dell’amore. (…) il pensiero di perderlo, be’, non c’è niente che metta più paura. Nemmeno in questa decrepita vecchia casa>>
Il romanzo segue tutti i personaggi facendoci scoprire più su di loro, ma la parte più bella è proprio quella che riguarda la casa e le sorelle Finch, una storia davvero strana con un colpo di scena che vi farà guardare in modo diverso tutta la vicenda.
Il finale non saprei se catalogarlo come aperto o conclusivo perché, ma sono sicura che questo romanzo renderebbe molto di più su un schermo. Se ne traessero un film andrei sicuramente a vederlo, ma per quanto riguarda il romanzo è un “ni”.

Gli ingredienti ci sono!
Sabrina